Il Cagnulari è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, coltivato principalmente nel nord-ovest dell’isola, noto per la produzione di vini rossi strutturati e aromaticamente complessi.

Storia e Origine

Il Cagnulari è considerato un vitigno autoctono della Sardegna, con la coltivazione concentrata soprattutto nella provincia di Sassari, nei comuni di Alghero, Usini, Ossi, Tissi, Uri e Ittiri.

L’origine esatta è incerta: alcuni studi ipotizzano una relazione con il Bovale portato in Sardegna durante la dominazione spagnola, mentre altri suggeriscono affinità con il Mourvèdre (Monastrell) o con varietà francesi.

Il vitigno è stato registrato ufficialmente nel Catalogo nazionale varietà di vite nel 1970. 

La superficie vitata a livello nazionale è di circa 260 ettari, limitata quindi rispetto ad altri vitigni sardi.

Aree di Coltivazione

Il Cagnulari è un vitigno autoctono della Sardegna, con principale diffusione nella zona a sud di Sassari, vicino alla costa di Alghero. Tradizionalmente allevato con il metodo alberello, predilige terreni calcareo-argillosi e ben ventilati. La superficie coltivata in Italia ammonta a circa 260 ettari. Localmente, il vitigno è noto anche come Cagliunari ad Alghero e Caldarello/Caldareddu in Gallura. Rientra come uva base nella Denominazione di Origine Controllata Alghero DOC.

Caratteristiche Ampelografiche

  • Vigoria: media.

  • Portamento: eretto.

  • Foglia: media, trilobata o pentalobata, spesso pentagonale.

  • Grappolo: compatto, di forma conica o cilindrica, dimensioni medie, talvolta con 0-1 ali.

  • Acino: medio, sferoidale, buccia spessa, consistente, di colore blu-nero con abbondante pruina.

  • Epoca di maturazione: tardiva, generalmente seconda metà di settembre - inizio ottobre.

Caratteristiche Agronomiche

  • Produttività media, stabilità variabile secondo andamento climatico.

  • Richiede gestione accurata del carico produttivo.

  • Buona tolleranza alla siccità.

  • Adatta a agricoltura integrata o biologica se ben arieggiata.

  • Discreta resistenza a peronospora e oidio.

  • Sensibile a eccessiva insolazione, alte temperature (>40 °C) e piovosità estiva, che possono causare marciume acido del grappolo.

Caratteristiche Enologiche e Organolettiche

Mosto ricco di polifenoli, con elevato contenuto zuccherino e acidità equilibrata. Vino di colore rubino intenso, con possibilità di riflessi violacei. Adatto a vinificazioni in rosso con macerazioni prolungate. Potenziale affinamento in legno, sviluppando complessità aromatica. Vini abbastanza longevi se vinificazione attenta.

  • Colore: rosso rubino intenso, talvolta violaceo.

  • Profumi: frutti di bosco maturi, more, visciole, spezie dolci (pepe nero, noce moscata), cuoio, liquirizia; possibili sfumature balsamiche e minerali.

  • Gusto: strutturato, caldo, tannini presenti ma fini, buona persistenza, finale secco e leggermente amaricante.

Denominazioni e Tipologie

l Cagnulari è riconosciuto principalmente nella Denominazione di Origine Controllata (DOC) Alghero, dove può essere vinificato in purezza o in uvaggio con altri vitigni come Cannonau o Pascale di Cagliari.

I vini DOC Alghero Cagnulari presentano un colore rosso rubino intenso, profumi di frutti di bosco maturi, spezie, cuoio e liquirizia, corpo strutturato, tannini fini e buona persistenza gustativa.

Oltre alla DOC Alghero, alcuni produttori optano per indicazioni IGT come Isola dei Nuraghi, per distinguere i vini dal più noto panorama locale.

Cultura e Significato

Il Cagnulari rappresenta un esempio di viticoltura locale resiliente e identitaria: il vitigno non solo preserva una biodiversità rara, ma esprime anche il terroir del Logudoro e del Sassarese. Rappresenta la tenacia di piccoli produttori che hanno lottato per la sopravvivenza dei vitigni autoctoni e oggi è protagonista di eventi e confraternite dedicate alla promozione dei vini sardi.

Si abbina bene con primi piatti ricchi, carni rosse, arrosti, selvaggina e formaggi stagionati, incarnando la tradizione gastronomica della Sardegna.

In sintesi, il Cagnulari è non solo un vitigno autoctono prezioso, ma anche un simbolo di identità culturale e gastronomica della Sardegna, con un grande potenziale di valorizzazione enologica e turistica.

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